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Carnevale in Abruzzo: tradizioni e curiosità

Carnevale in Abruzzo

Le feste di carnevale in Abruzzo, così come in ogni altra regione d’Italia, rappresentano una grande opportunità di conoscenza della propria storia e delle proprie origini. Il motivo? Queste sono spesso legate a tradizioni contadine che ben testimoniano le origini di abitudini, riti e usanze che oggi sono sbiadite o hanno assunto un nuovo significato. Per questo è interessante conoscere le diverse curiosità legate alle feste di carnevale in Abruzzo.

Abbiamo avuto già modo di segnalare quali sono i carnevali più belli, cui assistere e partecipare potendo allo stesso tempo visitare alcune delle principali località del territorio.

Il carnevale in Abruzzo

I riti e le usanze

Come già anticipato, le feste di carnevale in Abruzzo sono profondamente legate all’identità rurale, agricola e della pastorizia tipiche di questo territorio. Si trattava di feste che salutavano le rigidità dell’inverno e salutavano con positività il rinascere e il fiorire della natura. Il periodo del carnevale era indicativamente compreso tra la festa di Sant’Antonio (con i riti del fuoco) e il Mercoledì delle Ceneri (che dà inizio al tempo di Quaresima). Molto spesso nelle rappresentazioni che è ancora possibile seguire nei vari borghi e paesi abruzzesi sono presenti riferimenti a questo genere di riti e usanze. Tra le usanze più diffuse ci sono quelle legati ai balli (proprio a sottolineare la festa) o al dare fuoco a un fantoccio di cartapesta, con lo scopo di esorcizzare l’anno da poco concluso e auspicare l’abbondanza per la primavera ormai imminente.

Tra sacro e profano

Una delle caratteristiche più profonde e rilevanti delle feste di carnevale in Abruzzo è quella del legame (e per molti aspetti potremmo dire della commistione) tra sacro e profano. Molte tradizioni, infatti, nascono in un contesto non cristiano (e prettamente naturalistico) e solo dopo, nel corso del tempo (soprattutto nel Medioevo) hanno assunto una valenza religiosa. Molti simboli possono essere infatti letti attraverso

L’enogastronomia

Quale miglior testimonianza di una storia, di un’identità e delle tradizioni di un popolo c’è più dell’enogastronomia. Tra i primi piatti una delle principali portate è quella dei ravioli di ricotta con il sugo di maiale, così come le scrippellembusse (delle particolari crepes) spesso preparate e servite con il brodo di pollo. Tra i secondi sono degne di nota le braciole di maiale o la carne al ragù. Numerosi sono i dolci, tra i quali spicca la cicerchiata, considerata come il dolce tipico del carnevale in Abruzzo e le chiacchiere. Come si può notare tutti i piatti sono a base di carne e anche questo è un dato caratteristico del carnevale.

Modi di dire

Il carnevale è una festa in cui prevale l’abbondanza, lo scherzo e il divertimento, proprio perché, come detto, è il periodo che precede quello della Quaresima, dove vige il digiuno e la penitenza. Sono infatti tanti i detti abruzzesi che sottolineano questo rapporto di abbondanza rispetto alla moderazione del periodo precedente la Pasqua. Tanto per citarne alcuni: Carnevale valènte valènte, huije la carne dumane la lènte (Carnevale valente valente, oggi la carne domani la lenticchie), L’amore de carnevale more a la quaroseme (L’amore di carnevale muore in quaresima) e Quande lu padre fa carnevale a le feje j’attocche a ffà quaroseme (Quando il padre fa carnevale , ai figli tocca far quaresima).

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