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Panorami teramani tra montagna e mare

Itinerario cicloturistico immersi tra storia e natura

L’itinerario proposto, perfetto per essere percorso in bici, ci regala i più bei panorami teramani legando assieme montagna e mare e garantendo ai visitatori viste mozzafiato immersi nel verde. La proposta della Regione Abruzzo offre come punto di partenza la bellissima Piazza della Libertà di Roseto degli Abruzzi (Te), uno dei centri turistici più importanti della riviera abruzzese.

Fino al 1927 questo comune è stato frazione di Montepagano; in quell’anno la sede comunale venne spostata nel nuovo centro abitato di Rosburgo assumendone conseguentemente la denominazione attuale e rendendo il centro storico di Montepagano a sua volta frazione del neo-denominato comune di Roseto degli Abruzzi. Salutato il mare, si invitano poi i visitatori a spostarsi verso la collina di Cologna Paese e Montepagano e si consiglia di visitare la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, area di nidificazione del Fratino.

Fratino Abruzzo
Fratino

Tappa successiva è Notaresco (Te), un comune collinare che dista circa 25 km da Teramo e pochi minuti di auto dal mare Adriatico. Perché visitarlo? Perché, posto al centro dell’Italia e immerso nella tranquillità delle colline teramane, Notaresco si propone come tappa ideale per un’immersione nella natura e un’occasione per gustare le eccellenze enogastronomiche del territorio.

Arroccato su una collina, il centro del paese è un classico borgo medievale, con edifici caratterizzati da mura spesse e finestre alte e strette. Inoltre, dopo soli 7 km si raggiunge Castellalto (Te), piccolo centro posto a cavallo tra le basse valli dei fiumi Tordino e Vomano.  Il paese vanta ben due centri storici: oltre a quello di Castellalto, molto interessante appare il borgo medievale di Castelbasso circondato da antiche mura: conserva quasi integralmente l’originario assetto ed è ricco di suggestivi scorci urbani con edifici rinascimentali.

Borgo di Castelbasso

Muovendo da Castellato dopo 12 km circa, si giunge a Canzano (Te), l’ultima tappa del nostro itinerario. Il suo territorio fu abitato dal popolo dei Pretuzi, che, probabilmente, qui ebbero una sede fortificata. Quest’ipotesi potrebbe essere comprovata dalla documentazione relativa alla vicina località di Gerenzano, che riporta la presenza di una necropoli attiva fra il IX ed il IV secolo a.C. Gli scavi, avvenuti negli anni 1929 – 1930, hanno riportato alla luce sepolture e corredi funerari. Un luogo di notevole interesse, inoltre, è la Chiesa di San Salvatore è un edificio religioso medioevale di stile romanico che racchiude al suo interno un ricco ciclo di affreschi del 1300 dipinti dal Maestro di Offida ed altri del XVI e XVII secolo.

Affreschi della Chiesa di San Salvatore di Canzano

Il borgo di Canzano è noto, infine, per la preparazione di un piatto d’altri tempi, uno dei piatti tipici della gastronomia teramana: il tacchino alla canzanese. Il tacchino viene servito freddo, insieme alla gelatina ottenuta facendo riposare e raffreddando il brodo di cottura. L’animale, pulito, disossato e cucito viene sottoposto ad una lunga cottura in acqua insieme con le ossa frantumate. Al termine il brodo di cottura, filtrato e raffreddato, si trasforma in gelatina. Il contorno ideale? Carote e zucchine appena sbollentate in acqua e aceto e conservate in olio extravergine d’oliva ma anche saporiti e colorati chicchi di melograno che rendono questa pietanza gustosa e apprezzata dai palati.

Tacchino alla canzanese

Immagine in evidenza: thanks to www.italiaviaggi.biz

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