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Al via la XXV edizione del Premio Ignazio Silone

Dal 19 al 22 agosto l’evento si terrà nella terra siloniana, Pescina

Premio Ignazio Silone

Mancano pochi giorni alla XXV edizione del Premio Internazionale Ignazio Silone che si terrà a Pescina dal 19 al 22 agosto. Un calendario di eventi ricchissimo che si snoda tra musica, proiezioni, convegni e omaggi al grande Ignazio Silone.

Imperdibili i due pregevoli convegni, uno sul pensiero siloniano e uno sulla sua divulgazione, passando poi per l’inaugurazione della redazione abruzzese della rivista “Tempo Presente” e per la presentazione del numero speciale della Rivista Tesori d’Abruzzo dedicato proprio alla città di Pescina. L’apice di questa edizione si raggiungerà domenica 22 agosto con la commemorazione della morte del grande scrittore avvenuta il 22 agosto 1978.

Lo stesso giorno alle ore 17.30 l’attesissima premiazione delle prime due sezioni del prestigioso riconoscimento e la lettura delle varie menzioni speciali concesse a personalità e studiosi del pensiero e della scrittura siloniana. Tutto questo senza dimenticare gli altri appuntamenti previsti nelle quattro giornate come le escursioni letterarie e paesaggistiche lungo il suggestivo “Sentiero Silone”, le degustazioni enogastronomiche locali e gli spettacoli teatrali e musicali. Così come la proiezione, in esclusiva, del docufilm “Il Giovane Silone”, realizzato attraverso un progetto multimediale nato da un’idea di Gabriele e Saria Cipollitti con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale di Roma.

Programma della XXV edizione del Premio Internazionale Ignazio Silone

In molti possono poi cogliere l’occasione per visitare il borgo di Pescina ma soprattutto la Casa Museo recentemente riaperta al pubblico. A cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, all’interno della Casa Museo, sono stati ricostruiti diversi ambienti arredati con mobili, quadri e oggetti appartenuti a Silone, provenienti dalla sua casa romana di Via di Villa Ricotti, come il salottino e lo studio.

I documenti, le fotografie, i libri esposti provengono soprattutto dall’Archivio Silone donato dalla vedova Darina Laracy Silone al comune di Pescina il 1° maggio 2000, in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Oltre all’archivio, la donazione comprende anche la biblioteca, i mobili, gli oggetti personali, i premi, i cimeli, i regali e i riconoscimenti di Silone, per la maggior parte ora esposti nella Casa Museo. Il percorso storico-documentario segue la produzione letteraria di Silone, ma mette in luce, non solo lo scrittore, ma anche l’intellettuale, il politico, il giornalista e l’uomo.

Casa Museo Ignazio Silone

Un altro borgo abruzzese che ormai può definirsi un luogo siloniano è Aielli. Se, infatti, volete leggere Fontamara ad Aielli non dovete cercare librerie o biblioteche poiché il romanzo è trascritto integralmente a mano su un muro.

A più di 85 anni dalla primissima edizione, il romanzo di Silone, autore più volte candidato al Nobel per la Letteratura, resta impresso nei luoghi che lo hanno ispirato: proprio ad Aielli, infatti, lo ritroviamo trascritto, parola per parola, su un muro di circa 100 mq appartenente a un edificio pubblico situato nei pressi della Torre medievale, nel punto più alto dell’antico borgo. Artefice dell’opera è Andrea Parente, in arte Alleg, artista originario della non lontana Tagliacozzo, il quale si è dedicato a trascrivere le parole di Silone, aiutato da alcuni collaboratori e anche da occasionali passanti alternatisi nel dettargli il testo.

Fontamara ad Aielli – aielli.it

Tutte queste iniziative dimostrano la grandezza di Ignazio Silone. La sua figura si staglia nitidamente nel panorama politico-letterario del secolo scorso. Nel secolo dei totalitarismi, per esempio, SiIone riesce a contrapporsi lucidamente, come pochi, sia al fascismo che al comunismo. Questo nostro illustre conterraneo è stato uno degli intellettuali italiani più conosciuto e letto in Europa e nel mondo intero per la sua capacità di non cedere mai alle lusinghe del potere o alle mode letterarie del momento.

Come scrittore della libertà e degli umili è entrato nella cultura locale, nazionale e internazionale perché il suo linguaggio è semplice, ma non privo di profondità, e perché il suo messaggio è universale.

“Io so bene che il nome di cafone, nel linguaggio corrente del mio paese, sia della campagna che della città, è ora termine di offesa e dileggio; ma io l’adopero in questo libro nella certezza che quando nel mio paese il dolore non sarà più vergogna, esso diventerà nome di rispetto, e forse anche di onore.”

[Fontamara, Ignazio Silone]

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