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Conosci Via Costa Contina? La “strada del brodetto alla vastese”

Via Costa Continua

Via Costa Contina è un’antica strada vicinale pedonale, che da Palazzo d’Avalos collega il centro storico di Vasto alla Marina.

Via Costa Contina

Via Costa Contina è un sito di notevole pregio storico-naturalistico e paesaggistico, che attraversa luoghi caratterizzati dagli antichi orti della città, e consente di apprezzare il meraviglioso panorama offerto dal Golfo di Vasto. La strada ripristinata è lunga ottocento metri ed è larga circa cinque metri, ed è un efficace collegamento anche simbolico che rappresenta le due risorse su cui, per secoli, questa Città ha fondato la propria economia: gli orti e la pesca.

Su proposta del Lions Club di Vasto e dell’Accademia Italiana della cucina l’Amministrazione Comunale Via Costa Contina è stata denominata la Via del Brodetto alla Vastese. Il percorso è quello che per secoli è stato frequentato dai pescatori che dal mare portavano in città il pesce fino a Piazza del Popolo.

L’inaugurazione della strada è stata organizzata nel giorno della Madonna della neve festeggiata il 5 agosto dagli ortolani, che la riconoscono come loro protettrice. Un’antica tradizione legata alla chiesa dedicata alla Madonna della Neve che era stata eretta a ridosso della Fonte Nuova. Spesso lungo via Costa Contina avveniva il baratto: il pesce veniva scambiato con i prodotti della terra.

Tanti sono stati nel corso della serata gli spunti proposti dagli intervenuti tra cui quello di realizzare il percorso di pochi metri che consentirà di raggiungere a piedi la zona del monumento alla Bagnante.

La benedizione da parte di Don Domenico Spagnoli è stata seguita dal taglio del nastro ed una piacevole passeggiata sulla via Costa Contina.

Il brodetto alla vastese

Lu vrudàtt vuastarèuleè un piatto tipico della cucina marinara abruzzese che riunisce ingredienti e sapori di mare e di terra.

A differenza degli altri brodetti di pesce tipici dell’Adriatico, nel brodetto di Vasto non vengono utilizzati soffritti, né aggiunti acqua, brodo o aceto, rendendo la preparazione più semplice.

Un’ulteriore differenza è che il pesce viene cucinato intero e non a pezzi (tranne alcune tipologie che devono necessariamente essere tranciate, ma solo per motivi di spazio), e in nessun caso vengono aggiunte patate, pane o altro, né a contorno né all’interno della pentola.

La tradizione vuole che non si giri mai il pesce all’interno del tegame, che va invece trizzicato (scosso delicatamente) in modo da evitare che il pomodoro posto sotto il pesce o il pesce stesso si attacchino al fondo del coccio.

È invece abitudine portare in tavola separatamente del pane tostato, in alcuni casi aromatizzato con semplice olio extravergine d’oliva o con aglio strofinatovi sopra.

Altra usanza è quella di servire della pasta semplicemente lessa con il brodetto per condirla poi con il sugo presente nel tegame di terracotta.

Ma quando nasce il brodetto? Nasce nell’800 con l’arrivo nelle cucine del pomodoro, ortaggio importato dalle Americhe dai conquistadores spagnoli ma inutilizzato in cucina fino alla metà del secolo XVIII; da allora, vista anche la sua semplicità di coltivazione, esso diventa un elemento imprescindibile nella cucina mediterranea, utilizzato in centinaia di piatti, cotto o crudo.

Ingredienti

Con il passare degli anni, al pesce iniziale si sono aggiunti pesci di maggior pregio quali gli scampi, i gamberi o le sogliole, ma la sostanza del piatto è rimasta sempre la stessa, una preparazione a base di pesce fresco leggera, saporita.

Sono considerati indispensabili i pesci tipici di scoglio, lo scorfano, la tracina, il testone, la lucerna, la panocchia, la seppia e la triglia, ai quali si aggiungono altri pesci e molluschi, il nasello, il palombo, la razza, i calamari ed altri pesci a seconda della stagione.

Al pesce si affiancano gli aromi che, come già detto, sono di facile reperibilità in qualunque negozio di frutta e verdura: pomodoro fresco maturo, peperone dolce, peperoncino piccante, prezzemolo e aglio.

 

 

Immagine in evidenza: thanks to pagina Facebook Città del Vasto

 

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