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Teatro Marrucino: storia e curiosità

Un gioiello per la città di Chieti

Il Teatro in epoca antica

Secondo la leggenda, Chieti sarebbe fra le più antiche città d’Italia. Le sue origini storiche infatti si confondono con la mitologia: una leggenda racconta che l’odierna Chieti fu fondata nel 1181 a.C. dall’eroe Achille, che la chiamò Teate in onore di sua madre. La città, chiamata dai romani Teate Marrucinorum, è sempre stata caratterizzata dalla presenza di imponenti strutture architettoniche adibite alle rappresentazioni ed agli spettacoli pubblici.

Tuttavia, la storia degli edifici teatrali costruiti a Chieti in epoca romana seguì le sorti della maggior parte dei teatri contemporanei e fu segnata da quel declino che, durante il periodo delle invasioni barbariche, diede inizio ad un lungo periodo di decadenza delle strutture destinate allo svolgimento delle rappresentazioni. Infatti, per tutto il periodo medioevale, gli spettacoli ebbero luogo esclusivamente nelle piazze, nelle Chiese e nelle grandi sale dei palazzi ed i teatri furono completamente abbandonati.

Resti del teatro romano dell'antica Teate
Resti del teatro romano dell’antica Teate

Tuttavia, nella città di Chieti, ristabilitasi la vocazione culturale, nella seconda metà del XVIII secolo, fu costruito un nuovo edificio destinato al teatro, ovvero il cosiddetto Teatro Vecchio, uno dei primi teatri moderni in Abruzzo. Oggi, di questo edificio, resta solo la facciata, arricchita di graffiti di arte veneziana eseguiti dai soldati che prestarono servizio presso il Distretto militare di Venezia che, nel corso della Prima Guerra Mondiale, fu istituto proprio in quella sede.

Storico palazzetto dei Veneziani
Storico palazzetto dei Veneziani

Il Real Teatro San Ferdinando

Il teatro fu edificato su decisione del Decurionato di Chieti per sopperire alla scarsità di posti a sedere presenti nel Teatro Vecchio. La progettazione di questo nuovo teatro venne affidata all’architetto teramano Eugenio Michitelli e la costruzione iniziò nel marzo 1813 e si concluse nel 1817. Il nuovo teatro di Chieti, nel quale ancora oggi ha sede la Deputazione Teatrale Teatro Marrucino, venne intitolato San Ferdinando, in onore a Ferdinando I di Borbone, Re di Napoli e delle Due Sicilie e venne aperto l’11 gennaio 1818 con una sfarzosa festa da ballo e, con la Cenerentola di Rossini, messa in scena qualche giorno dopo, il nuovo teatro di Chieti cominciò la sua lunga attività.

Il Teatro Marrucino

Con la fine del regno e la nascita del Governo unitario, nel giugno del 1861 il teatro di Chieti prese il nome di Teatro Marrucino, in ricordo dell’antica popolazione italica che abitava la città preromana, l’antica Teate. I nuovi interventi realizzarono un quinto ordine di palchi (il loggione) e la scala d’accesso autonoma alla balconata. La volta della sala teatrale venne, pertanto, decorato con un grande rosone ligneo, ornato da una ghirlanda di fiori e diviso in otto settori, nei quali trovano collocazione altrettante figure femminili, raffiguranti le allegorie delle arti teatrali e della musica. Il rosone è inoltre, corredato di medaglioni circolari nei quali sono raffigurati, su fondo oro, i profili dei grandi Goldoni, Pergolesi, Shakespeare, Goethe, Paisiello, Alfieri, Rossini e Verdi.

Volta del Teatro Marrucino
Volta del Teatro Marrucino

Una volta conclusi i lavori di ampliamento e di decorazione della sala teatrale, nel 1875 il Teatro Marrucino venne arricchito con un sontuoso sipario, realizzato dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli. Il soggetto dell’opera “II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione” uno dei personaggi più illustri della storia antica della Città di Chieti.

II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione
II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione – Giovanni Ponticelli

Le scene del Marrucino furono calcate dagli artisti più illustri del panorama culturale italiano a partire da Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Rossi Lemeni, Nanda Primavera, per ricordarne solo alcuni, e videro la realizzazione di opere straordinarie tra le quali la prima abruzzese de “La Figlia di Iorio”, messa in scena nel 1904 da Gabriele D’Annunzio. Il Teatro Marrucino mantenne alta la sua tradizione fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando iniziò un lungo declino che portò alla sua chiusura definitiva, avvenuta negli anni Cinquanta del Novecento.

Nel 1972, con la celebre ouverture della Cenerentola di Rossini, eseguita dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, venne inaugurata la stagione moderna del teatro di Chieti. Dall’agosto 2001 esso è stato riconosciuto Teatro Lirico d’Abruzzo e nel 2003 ha acquisito il titolo di Teatro di Tradizione.

 

Collegamenti esterni: teatromarrucino.eu

 

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