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Cosa vedere nella città di Vasto

I 10 luoghi imperdibili dell’antica Histonium

La città di Vasto, l’antica Histonium, è una delle più caratteristiche mete da scoprire una volta giunti in Abruzzo. Siamo al confine con la regione Molise, e l’incantevole golfo lunato fa da cornice ad un centro storico ricco di luoghi meritevoli di essere scoperti e apprezzati.

Una particolarità la riscopriamo già dal nome della città: il nome Vasto è un sostantivo maschile e storicamente vuole l’articolo “il”, al pari di pochi altri nomi nel mondo come “il Cairo” e “il Pireo”. Sebbene l’uso dell’articolo si sia fatto ormai infrequente, rimane una forma consigliata nelle espressioni storiche quella di “Città del Vasto“.

10 luoghi da visitare a Vasto

Ebbene, immaginando che il nostro itinerario parta dal mare, andiamo alla scoperta delle località più caratteristiche e dei monumenti più importanti della città.

#1 Riserva naturale di Punta Aderci

La Riserva si estende dalla spiaggia di Punta Penna, attigua al Porto di Vasto, sino alla foce fiume Sinello, al confine con il comune di Casalbordino. La lunga spiaggia di sabbia di Punta Penna, al di sopra della quale domina il secondo faro più alto d’Italia, termina con la spiaggia di sassi dei Libertini sottostante la falesia del promontorio di Punta Aderci. Sull’altro lato del promontorio si trova la spiaggetta di Punta Aderci da cui poter ammirare il caratteristico trabocco.

Da qui si prosegue per la lunga spiaggia di ciottoli di Mottagrossa. Da questa spiaggia fino alla foce del fiume Sinello, inizia uno dei tratti di costa più solitari e di difficile accesso dell’Adriatico centrale. Sovrastante la spiaggia di Mottagrossa si percorre un panoramico percorso di circa 3 Km, corrispondente all’ex tracciato ferroviario, che consente, a piedi o in bike, di scoprire le pinete sul mare, gli scorci più caratteristici e i tratti di macchia mediterranea.

Promontorio di Punta Aderci
Promontorio di Punta Aderci

#2 Il monumento della bagnante

Raggiunta la marina di Vasto, dopo un percorso sul mare tra calette nascoste tutte da scoprire, veniamo catturati dalla singolarità e dalla bellezza del monumento della bagnante. Chiamata erroneamente “Sirenetta”, la statua bronzea dello scultore ortonese Aldo D’Adamo realizzata nel 1979, rappresenta in realtà una donna intenta a sistemare il suo costume e non una sirena. Un monumento dunque dedicato alla bellezza femminile, che si erge imponente sullo scoglio di Scaramuzza.

Trasporto del monumento della bagnante - Archivio Consorzio "Vivere Vasto Marina"
Monumento della bagnante in fase di collocazione – Archivio Consorzio “Vivere Vasto Marina”

#3 Teatro Rossetti

Giunti in prossimità del centro storico, muovendo dalla zona di Porta Nuova, corrispondente a uno degli antichi accessi alla città, restiamo incantati dalla bellezza e dall’unicità del Teatro Rossetti. Il teatro – inizialmente Real Teatro Borbonico – è, rispetto alla data di fondazione (1818-1819), la seconda istituzione pubblica d’Abruzzo. Viene dopo il S. Ferdinando di Chieti (poi divenuto Marrucino) costruito tra il 1813 e il 1818.

Con l’Unità d’Italia il Teatro assume l’attuale denominazione. L’edificio è sottoposto a ulteriori migliorie e riapre il 26 aprile 1888 con la messinscena de Il padrone delle ferriere ad opera della compagnia Almirante. L’occupazione militare di Vasto negli anni 1943-1945 riduce il Rossetti ad un semplice magazzino. Tra febbraio e marzo del 2007 il Teatro Rossetti riparte definitivamente presentando per la prima volta una stagione completa concertistica e di prosa.

#4 Castello Caldoresco

Edificato nella prima metà del secolo XV su una preesistente struttura dal signore di Vasto Giacomo Caldora, il Castello Caldoresco sostenne nel 1464 un assedio durato tre mesi contro le truppe di re Ferdinando I d’Aragona. Adibito a tribunale e a carcere tra 1605 e 1697, restaurato e rafforzato nel 1713, è stato utilizzato verso la metà dell’Ottocento come abitazione per privati. Il complesso presenta una pianta quadrilatera determinata da quattro fabbricati disposti intorno ad un cortile rettangolare.

Ai potenti bastioni cilindrici originali sono state aggiunte nel 1439 tre punte sporgenti quadrangolari. Oggi il forte presenta le bastionature aragonesi che avvolgono il precedente nucleo angioino e che hanno via via privato la struttura del suo uso e dunque del suo aspetto militare, per adeguarlo alle funzioni residenziali. Oggi il Castello Caldoresco è in parte adibito a scopi residenziali, in parte ad uso commerciale.

Castello Caldoresco
Castello Caldoresco

#5 Piazza Rossetti

La piazza intitolata a Gabriele Rossetti venne costruita nel 1924 circa sull’area corrispondente all’antico anfiteatro romano di Histonium. Ha l’aspetto semi-ellittico, ricalcando le forme dell’anfiteatro, con al centro il monumento al poeta Rossetti, inaugurato il 12 settembre 1926, alla presenza del Principe ereditario Umberto di Savoia.

La statua è predisposta su basamento di pietra bianca, con in cima un’aquila bronzea che si libra in volo. In alto ci sono i medaglioni dei quattro figli artisti, Dante Gabriel, poeta e pittore fondatore dei Preraffaelliti, Cristhina Georgina, poetessa di spicco dell’800 inglese, William Michael, critico e letterato e Maria Francesca, suora conventuale. Alle spalle è inciso sulla pietra un bassorilievo che rappresenta Dante, modello e punto di riferimento letterario e culturale del poeta esule.

Piazza Rossetti
Piazza Rossetti e il monumento dedicato al poeta

#6 Politeama Ruzzi

La posa della prima pietra del Politeama Ruzzi è datata 1931, ma già dal 1927 il “Vastese d’oltre oceano” ne annunciava la costruzione: “I sigg. Cav. Luigi RUZZI, Francescopaolo DESIATI e Gaetano MARTONE, si sono costituiti in questi giorni in società per la costruzione di un grande Politeama su due lotti di terreno acquistati a sinistra del nuovo corso Rossetti. Questo Politeama, su disegno dell’ing. IZZI, sorgerà in tempo relativamente breve…”.

Il Politeama Ruzzi, doveva essere adibito a varie funzioni di carattere sociale e culturale, oltre che ad accogliere ovviamente le riunioni del Partito Nazionale Fascista. Proprio durante il ventennio fascista fu creato a Vasto il nuovo quartiere di Corso Nuova Italia, al di fuori del centro medievale della città. Il primo progetto risale al 1906, ma fu realizzato solo nel 1924, con la creazione di un ampio corso centrale e due edifici scolastici, collocati all’inizio del corso e della piazza principale.

#7 Cattedrale di San Giuseppe

La Chiesa intitolata a San Giuseppe, è la concattedrale dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto. Dell’antica chiesa medievale intitolata a Santa Margherita resta solo la facciata con il portale ed il rosone trecenteschi. Nel XVII secolo venne intitolata a Sant’Agostino e nel 1808 a San Giuseppe. La facciata risale al XIII secolo ed è la parte originale della vecchia chiesa. Il rosone superiore è stato restaurato nel Novecento perché distrutto dai turchi e dalle intemperie dei secoli. Oggi ha lo stile originario con corone floreali e dentellature alla cornice del perimetro.

L’interno originale era barocco ma di scarso interesse artistico. Benché a navata unica, è stato rielaborato in modo neogotico nel 1853. Tra i monumenti religiosi caratteristici merita di essere citata anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nella chiesa sono conservate le reliquie del corpo di San Cesario nelle vesti di guerriero, e un’ampolla col sangue di don Cesare Michelangelo d’Avalos. La chiesa conserva anche la preziosa reliquia della Sacra Spina della corona di Gesù.

Dettaglio del rosone della cattedrale di San Giuseppe
Dettaglio del rosone della concattedrale di San Giuseppe

#8 Palazzo d’Avalos

Oggi Palazzo d’Avalos è divenuto un ricco complesso museale, costituito dal Museo archeologico, dal Museo del Costume, dalla ricca Pinacoteca, dalla Galleria d’Arte contemporanea ed infine dal caratteristico Giardino napoletano che si affaccia sul golfo della città. Soprattutto il giardino, riportato all’antico splendore da un restauro che gli ha restituito l’originale impianto tardo settecentescopuò essere percorso come era un tempo, rispettando lo schema e la conformazione dei chiostri e nei giardini napoletani dell’età barocca.

Giardini napoletani di Palazzo d'Avalos
Giardini napoletani di Palazzo d’Avalos

#9 Loggia Amblingh

Il belvedere di Vasto ha preso il nome di Loggia Ambligh. Come mai questo nome? Guglielmo Amblingh, fu un militare al seguito di Cesare Michelangelo d’Avalos e si trasferì da Graz a Vasto nel 1707. Nel 1723 Amblingh venne nominato comandante delle truppe di casa d’Avalos. Fu il proprietario di numerose abitazioni poste lungo la famosa passeggiata che prese il suo nome, quando morì nel 1760 venne sepolto nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.  Caratteristica è la porta che affaccia sulla balconata, Porta Catena (sec. XV), posta sul lato orientale delle antiche mura cittadine.

#10 Facciata di San Pietro e terme romane

Il nostro itinerario si conclude su Via Adriatica, Prima di arrivare al Parco archeologico delle terme romane con lo spettacolare mosaico del Tritone, ci si imbatte in una piazzetta lastricata di marmo bianco, da cui è possibile ammirare quel che rimane della Chiesa di San Pietro. Nel 1956 l’intero costone scivolò a valle. Non ci furono morti ma la rovinosa frana portò via con sé palazzi pubblici e privati e la stessa chiesa duramente provata dal cedimento del costone fu poi demolita e ne rimane solo il portale con la campana.

Facciata della Chiesa di San Pietro
Ciò che rimane della facciata della Chiesa di San Pietro

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