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Alla scoperta dei Musei Civici di Palazzo d’Avalos

Dal museo archeologico alla bellezza del giardino napoletano sul mare

Osservando la parte alta della città di Vasto dal mare, spicca imperante Palazzo d’Avalos, oggi divenuto un ricco complesso museale, costituito dal Museo archeologico, dal Museo del Costume, dalla ricca Pinacoteca, dalla Galleria d’Arte contemporanea ed infine dal caratteristico Giardino napoletano che si affaccia sul golfo della città.

Palazzo D'Avalos dal giardino napoletano
Palazzo d’Avalos dal giardino napoletano

Un po’ di storia…

Il palazzo venne fondato dal condottiero e signore del Vasto Giacomo Caldora intorno agli anni Venti del Quattrocento. Dell’aspetto originario resta ben poco, se non l’impianto strutturale con il grande cortile centrale, e qualche traccia nel tessuto murario esterno. Passata la signoria ai Guevara, nel 1496 il dominio entrò in mano dei D’Avalos, che ne fecero per tre secoli, oltre che luogo di residenza, sede delle magistrature cittadine. L’evento più disastroso fu l’invasione turca del 1566, che approfittando dell’assenza del marchese Francesco Ferdinando, saccheggiò Vasto e danneggiò il palazzo.

Palazzo D'Avalos dall'alto. Foto di Massimo Molino. Fonte: museipalazzodavalos.it
Palazzo d’Avalos dall’alto. Foto di Massimo Molino. Fonte: museipalazzodavalos.it

La moglie, Isabella Gonzaga, figlia del duca di Mantova, dopo la morte del consorte, a partire dal 1573, avviò i lavori di consolidamento e ricostruzione. Ma quello che fu considerato il vero secolo d’oro fu il Settecento: i nuovi signori della famiglia dei Lante della Rovere ne arricchirono gli appartamenti e vi impiantarono una piccola ma vivace corte. Con l’invasione francese, la residenza iniziò il suo declino e nel corso dell’Ottocento diversi ambienti vennero abbattuti o destinati ad altre funzioni. A partire dagli anni Settanta del Novecento, per le sale del Palazzo d’Avalos inizia un graduale percorso di recupero, sino ai nostri giorni che vedono sorgere all’interno del palazzo un ricco apparato museale.

Museo Archeologico

Il Museo Archeologico è uno dei più antichi d’Abruzzo, fondato nel 1849 come Gabinetto Archeologico Comunale di Vasto con manufatti messi a disposizione dai cittadini e ampliato con i reperti raccolti dallo storico direttore Luigi Marchesani nel corso di rinvenimenti in città e nel territorio circostante. Al suo interno sono conservati reperti archeologici che testimoniano fasi storiche dall’età del ferro al periodo frentano (dal IX al III sec a.C.), dalla fondazione e sviluppo della città romana di Histonium all’Altomedioevo.

Dettagli del museo archeologico
Dettagli del Museo archeologico

Museo del Costume

Il Museo del Costume di Palazzo d’Avalos di Vasto, istituito nel 2000 ad iniziativa del Lions Club Vasto Adriatica Vittoria Colonna, espone preziosi abiti e corredi abruzzesi databili dagli inizi dell’800 ai primi del ‘900, donati da famiglie vastesi. Con “costume” si intende l’insieme di abbigliamento, biancheria per la casa, tovagliati, lenzuola, dunque il corredo che accompagnava le donne quando, maritate, lasciavano la casa paterna.

Museo del Costume di Palazzo D'Avalos
Museo del Costume di Palazzo d’Avalos

Pinacoteca

Il 25 aprile del 1849 è stato fondato come antiquarium civico. In seguito, in una lettera del 1850, l’allora sindaco di Vasto Pietro Muzii comunica a Filippo Palizzi l’allestimento di questo nuovo museo. Successivamente Palizzi, dopo aver donato varie opere alla Galleria di Arte Moderna a Roma ed alla Galleria di Belle Arti di Napoli, dà in gestione all’Antiquarium di Vasto alcune sue opere e di suo fratello. Nei decenni successivi, altre opere sono andate ad arricchire il patrimonio della pinacoteca, tanto che oggi la pinacoteca annovera anche opere di Gabriele Smargiassi, Francesco Paolo Michetti e Giulio Aristide Sartorio.

Filippo Palizzi, Autoritratto, 1860 - Pinacoteca di Palazzo D'Avalos
Filippo Palizzi, Autoritratto, 1860 – Pinacoteca di Palazzo d’Avalos

Galleria d’Arte Contemporanea

La Collezione di Arte Contemporanea trae origine dalla mostra permanente Mediterrania, frutto della donazione Paglione-Olivares alla città di Vasto. Sono ottanta opere di quattro artisti italiani (Bonichi, Carmassi, De Stefano, Falconi) e quattro spagnoli (Mensa, Orellana, Ortega, Quetglas).

Galleria d'Arte contemporanea
Galleria d’Arte contemporanea

Giardino napoletano

Un passaggio posto alla destra del cortile consente l’accesso al giardino murato di tipo hortus conclusus. Suddiviso in quattro settori mediante vialetti perpendicolari coperti da un pergolato sorretto da colonne in muratura, al centro è situato un pozzo fra quattro panchine rivestite da colorate maioliche. Sulla parete di fondo vi sono vari frammenti architettonici, lapidi e frammenti di spoglio di epoca antica originari del luogo. Riportato all’antico splendore da un restauro che gli ha restituito l’originale impianto tardo settecentesco, possiamo percorrere il giardino come era un tempo, rispettando lo schema e la conformazione dei chiostri e nei giardini napoletani dell’età barocca (basti pensare al celeberrimo chiostro di Santa Chiara).

Giardino di Palazzo D'Avalos
Giardino napoletano di Palazzo d’Avalos

I Musei Civici di Palazzo d’Avalos sono visitabili tutti i giorni (durante la stagione calda) con un biglietto unico di € 3,50.

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