in ,

Tradizioni: le Feste di Settembre a Lanciano

La ‘storia’ delle Feste di Settembre è una delle pagine più affascinanti della tradizione abruzzese.

Continuano a conservare tutta l’autenticità, l’attenzione alle origini e la ‘conservazione’ delle tradizioni del passato.

L’omaggio alla Madonna del Ponte

La tradizione racconta che nel 1833 due sacerdoti lancianesi si recarono a piedi al Vaticano per prelevare le corone d’oro per la Statua della Vergine e del Bambino, un’opera che si trova nella Cattedrale della Madonna del Ponte, santa Patrona della città. I lancianesi, saputa la notizia del loro imminente rientro con i doni, non seppero aspettare e molti fedeli andarono a Castel Frentano, da dove scortarono le corone con i falò fino all’arrivo alla chiesa di Santa Chiara a Lanciano. In seguito, con una lettera del Papa Gregorio XVI autorizzava l’arcivescovo Francesco Maria De Luca a solennizzare le “Feste di Settembre”. I lancianesi restarono alzati fino a dopo l’alba e questa prima nottata della storia di Lanciano è stata poi “istituzionalizzata” nelle Feste di Settembre, con una tradizionale veglia il primo giorno di festa.

Nel 1833, in occasione dell’Incoronazione della Madonna e del Bambino, furono affissi manifesti in tutte le città del Regno, in cui si diceva che dal 7 al 22 settembre si sarebbero svolte le feste in onore di Maria Santissima del Ponte, Patrona della città di Lanciano.

La Fiera di Sant’Egidio

La Fiera di Sant’Egidio, che dal pomeriggio del 31 agosto affolla il centro di Lanciano è uno degli appuntamenti più colorati e festosi del Settembre lancianese.

Nell’antichità gli artigiani esperti facevano campanelle e cestini. La tradizione voleva che i fidanzati compravano alle proprie innamorate un cestino dentro il quale sistemavano la frutta; le fidanzate, a loro volta, acquistavano una campanella per ricambiare il gesto. Al calare della sera, lontani dagli occhi indiscreti dei genitori, gli innamorati si scambiavano questi doni come promessa d’amore. Quelli sposati con figli, invece, regalavano ai bambini un giocattolo di legno.

Ma perché proprio la campanella?

Questo simbolo si deve a Sant’Egidio, Abate Benedettino, vissuto fra il VII e l’ VIII secolo, santo protettore degli ammalati, tra i quali i lebbrosi. Questi portavano un bastone con un sonaglio affinché la gente fosse avvisata del loro arrivo. Da qui la campanella, che però ha assunto nel tempo tutto un altro significato.

Il Mastrogiurato

Dal 1981, l’Associazione Culturale “Il Mastrogiurato” si è fatta promotrice della Rievocazione Storica dell’Investitura del Mastrogiurato: una manifestazione che si è saldamente radicata nel cuore dei lancianesi e di tutto il numerosissimo pubblico che ogni anno assiste alla cerimonia ed alle iniziative collaterali. L’evento si articola, dall’ultima domenica di agosto alla prima domenica di settembre, in una settimana di iniziative culturali e di spettacolo e comprende: la Tenzone dei quartieri, due cene medioevali ispirate alla Panarda, fiera medievale, taverne, concerti di musica antica, spettacoli teatrali, teatro di strada, giocolieri, cavalieri e combattenti, danzatrici, trampolieri, falconeria, sbandieratori e culmina nell’imponente Corteo Storico della prima domenica di settembre.

In quel giorno si celebra la solenne cerimonia di investitura del Mastrogiurato con un corteo composto da oltre 700 figuranti in costume d’epoca, provenienti da molte città italiane ed estere, che si snoda lungo il percorso tramandato dagli storici.

Quest’anno nel Parco Villa delle Rose, che sarà inaugurato proprio per l’occasione, i 4 eventi di punta del Settembre lancianese, per i quali le prevendite sono già quasi sold out, sono venerdì 10 settembre Enrico Brignano in “Un’ora sola vi vorrei”; martedì 14 Max Pezzali, mercoledì 15 Gaia e Aka7even, giovedì 16 Niccolò Fabi.

 

Fonte festedisettembre.it

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0
Tour della Convivenza

Tour della Convivenza: 5 tappe per proteggere l’orso marsicano

Le scrippelle ‘mbusse, piatto tipico della tradizione teramana