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Liquirizia di Atri: l’oro nero dell’Abruzzo

Liquirizia di Atri

Ci sono tesori che spesso ignoriamo e che hanno un valore immenso, decisamente sottovalutato. Nonostante non venga custodia in forzieri e bauli e i pirati non partano all’attacco dei velieri per appropriarsene, la liquirizia, l’oro nero d’Abruzzo, è un vero e proprio tesoro.

La ricchezza non è solo quella che riempie il portafoglio, ma anche quella che sazia il corpo e gli dona piacere e benessere. La liquirizia è anche questo ed è una pianta ed un estratto vegetale dal quale ricavare prodotti e alimenti gustosissimi.

I benefici

La liquirizia era anticamente considerata preziosa non tanto per i guadagni che il suo commercio generava, quanto per le proprietà benefiche che essa garantiva. Il successo economico è solo conseguenza di una potenzialità naturale già presente in questa pianta. Essa è considerata come un vero e proprio antibiotico naturale, capace di migliorare l’attività dello stomaco, dell’intestino e del fegato. È un’ottima alleata contro la pressione bassa ed è ottima per calmare la tosse, ridurre il catarro e portare sollievo e beneficio all’intero apparato respiratorio. Allo stesso tempo non si contano i tantissimi benefici per ridurre l’ansia e lo stress e per migliorare il riposo, ideale per chi soffre di insonnia.

La liquirizia d’Atri

Ci troviamo qui, ad Atri (provincia di Teramo), dove la produzione di liquirizia è una delle principali caratteristiche di questo luogo. Atri non è solo calanchi e Pan Ducale, ma è nota in tuti il mondo per la sua liquirizia, con una storia antichissima che probabilmente risale fino al tempo degli antichi Romani. Se la storia è incerta e di certo si sa solamente che i Domenicani del luogo mantennero viva la produzione della liquirizia fino almeno all’inizio dell’Ottocento. La cacciata dei Domenicani però, avvenuta nel 1809, non coincise con la fine della liquirizia; anzi venne realizzata una fabbrica all’interno del convento e prese il via un successo straordinario che vede oggi la liquirizia d’Atri essere nota e popolare non solo fuori dai confini abruzzesi, ma anche a livello internazionale.

La storia, sia quella politiche ed economica, che quella gastronomica (solo apparentemente meno importante), conosce delle vicissitudini molto curiose e particolari. Il successo della liquirizia in Abruzzo, tanto da essere considerata preziosa come l’oro (oro nero, appunto), deriva sia dalla bontà e dalle proprietà benefiche di questa pianta, ma anche dalla capacità della terra abruzzese, di essere fertile per la coltivazione di queste piante.

Fu così che durante l’Ottocento l’Abruzzo fu tra i principali protagonisti dell’intero panorama dolciario nazionale. Le ragioni sono quelle del gusto, ma anche l’enorme versatilità di questa pianta che offre notevoli vantaggi anche in settori quali quelli della cosmetica e della farmaceutica.

Visitare Atri per trovare le radici della liquirizia è l’occasione ideale per immergersi in una bellezza naturalistica e paesaggistica unica. Oltre alle diverse architetture locali, testimonianza edilizia dell’arte abruzzese, da Atri è possibile partire per escursioni all’interno della Riserva Naturale dei Calanchi. In questa riserva, oasi del WWF, nasce la liquirizia abruzzese e si possono ammirare scenari e paesaggi di assoluta bellezza.

Le diverse forme del gusto

C’è chi ama gustare la liquirizia nella sua versione classica e i cilindretti di liquirizia e i dischi di liquirizia confettata ne sono un esempio spettacolare. Perché non gustare la bontà e il sapore unico della liquirizia anche in un bel piatto di pasta? Ci sono sia gli spaghetti che i fusilli di liquirizia morbida; un vero trionfo per il palato. Per chi non sa decidere e vorrebbe concedersi un’esperienza gustativa a 360° può scegliere di portarsi a casa ogni tipologia di prodotti alla liquirizia per fare un regalo ai propri amici, ma anche e soprattutto a sé stessi, al proprio piacere e al proprio benessere.

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