Non c’è pranzo che tenga, cena o altra occasione della tavola che non abbia il suo momento più dolce, il dessert. A fare la differenza nei dolci, così come negli ingredienti utilizzati soprattutto nelle ricette tradizionali, vi è spesso la combinazione di fattori ambientali con quelli della storia che ha caratterizzato i territori della penisola. E se, per tale ragione, al nord prevale, negli impasti così come nelle creme, l’uso di latte, di panna e di burro, l’impiego di mele e di frutti di bosco, di nocciole e castagne, di mais e riso, di grano saraceno e di segale in ambito alpino, al centro c’è la ricotta, il mosto, il grano e l’olio d’oliva, le pesche con le castagne.
Così come al sud non si può fare a meno, quando si preparano i dolci tipici, del frumento, dell’olio, di mandorle, fichi, pistacchi e frutta candita. Tante le analogie, ma altrettante le differenze che rendono la cucina in generale, e la pasticceria in particolare, unica per ogni regione d’Italia. La pasticceria abruzzese, ad esempio, si caratterizza per la varietà delle proposte ma molto spesso anche per la semplicità degli ingredienti impiegati: è questo il caso delle lingue di suocera, semplici biscotti dal nome indubbiamente curioso ma facile da ricordare. Il nome deriva probabilmente dall’antica rivalità tra suocera e nuora che vuole “tagliente” la lingua della prima così come i biscottini lunghi e affilati. Questi biscotti rientrano di diritto nella pasticceria dell’entroterra chietino. Vediamo assieme gli ingredienti necessari e il procedimento da seguire:
Ingredienti per due teglie di biscotti
- 8 albumi (circa 280-300 gr)
- 350 gr di zucchero semolato
- 350 gr di farina 00
- 400 gr di mandorle
Procedimento
Montare a lungo (in planetaria o con le fruste di uno sbattitore casalingo) gli albumi con lo zucchero semolato. Con una spatola aggiungere molto lentamente la farina setacciata e, solo quando è ben amalgamata, le mandorle precedentemente abbrustolite. Ad impasto ultimato lo disponiamo in una teglia da cake o realizziamo dei salsicciotti di pasta per poi infornare a 180 °C per circa 30 minuti. Una volta sfornata la teglia, lasciamo raffreddare e solo a questo punto tagliamo sottilmente il cake in fettine da infornare nuovamente fino a doratura.
Possibili varianti e accostamenti
Anche in questo caso, come per tante ricette della tradizione, esistono diverse varianti della stessa ricetta: in questo caso la farina tipo 00 può essere sostituita dalla farina di farro, nell’impasto può essere aggiunto del cioccolato fondente (non più di 150 gr). Altro aspetto fondamentale è l’accostamento del biscotto con il suo liquore: esattamente come accade per i cantucci con il vin santo, non si può apprezzare pienamente il gusto di questi biscotti senza un bicchierino di genziana nel quale intingerli.
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Classe 1995, nasce a Vasto (CH). Conseguita la laurea in Lettere moderne, si specializza dapprima in Filologia, linguistica e tradizioni letterarie e successivamente in Giornalismo e cultura editoriale. Ha tentato fin da subito di fare della scrittura un lavoro, collaborando con agenzie web e testate locali. Oggi attraverso Visitare Abruzzo racconta la sua regione, per cogliere gli aspetti tipici di una terra autentica e verace.