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L’arte dell’illustratore Tanino Liberatore

Il “Michelangelo del fumetto” è nato in Abruzzo

Tanino Liberatore è uno dei massimi maestri internazionali dell’illustrazione. Il compositore Frank Zappa lo definì il “Michelangelo del fumetto“. Gaetano Liberatore, detto per l’appunto Tanino, nasce a Quadri (CH) nel 1953. Finito il liceo artistico a Pescara, si trasferisce a Roma per iscriversi alla facoltà di Architettura. Nel 1978 Andrea Pazienza, suo compagno di liceo, lo coinvolge nell’esperienza del giornale underground Cannibale, sul quale Liberatore esordisce nel mondo del fumetto illustrando storie scritte da Stefano Tamburini.

Ranxerox
Ranxerox: personaggio immaginario protagonista dell’omonima serie a fumetti

Sulla terza uscita di Cannibale, Tamburini e Liberatore danno vita a Ranxerox, che approderà nel 1980 sulla rivista Frigidaire. Le avventure del personaggio iniziano ben presto a essere pubblicate sulle testate di fumetto internazionali, decretando il successo dell’autore in tutto il mondo. La morte di Stefano Tamburini nel 1986 lascia incompiuta la storia che Liberatore riprende dieci anni dopo con l’aiuto dell’amico, attore e regista, Alain Chabat. In questo periodo comincia ad abbandonare gli strumenti tradizionali a favore del digitale, tecnica con cui realizza l’albo illustrato “Lucy – L’esploir”. Ha collaborato anche alla realizzazione del film Lezione 21 di Alessandro Baricco.

I fiori del male

I fiori del male di Charles Baudelaire. Edizione illustrata di Tanino Liberatore

Un impegnativo lavoro di Tanino riguarda “I fiori del male“, il capolavoro del poeta maledetto Charles Baudelaire. La conseguenza di questa combinazione artistica è un volume di 29 liriche scelte da Liberatore arricchite con altrettante illustrazioni. All’interno della raccolta “Les Fleurs du mal”, vige sicuramente un rapporto forte e intimo con la Bellezza, vista come momento d’eccezione di rivelazione, di comprensione, seppur effimera, della vita e della realtà rivelata. Un attimo fugace, di completa armonia ed elevazione, ma difficilmente afferrabile e subito perduto: la Bellezza è alimentata da agonia, dolore e malinconia. In una armonia di contrari e contrasti, l’obiettivo dell’autore è proprio quello di “estrarre la Bellezza dal Male“.

Una bellezza sensuale quanto spirituale, accessibile nella povertà come nella ricchezza, nella malattia (“il tuo giovane corpo malaticcio, pieno di macchie di rossore, ha la sua dolcezza“) quanto nella salute, nella giovane età quanto nella vecchiaia (quel “lustro abbondante delle cose lise eppure seducenti“, o ancora, “preferisco i tuoi frutti, Autunno, agli insipidi fiori della Primavera!“). E ovviamente gran parte delle illustrazioni di Tanino Liberatore presenti in questa antologia vertono sulla presenza della donna, rappresentata in maniera sublime dal Maestro e mostrataci in tutta la sua carica estetica ed erotica, quanto in quella più intima e poetica.

Fiori del male
I fiori del male di Charles Baudelaire. Edizione illustrata di Tanino Liberatore

“Disegnare corpi maschili e femminili è ugualmente interessante. Ma con i corpi femminili c’è anche un rapporto di desiderio. Le donne che disegno sono quasi sempre quelle che vorrei. E che però non immagino prima. Nascono attraverso il disegno stesso (…) Non uso modelli e modelle. Sfogo la mia fantasia lasciandola andare liberamente.”

Fumetto: amore e odio

In un’intervista rilasciata allo Spazio bianco, Tanino ha dichiarato un amore/odio nei confronti del fumetto. Il fumetto ha rappresentato una fase importante della vita di Liberatore, tuttavia l’artista si è sempre dichiarato un “illustratore o uno che fa quadri, ma non fumetti”. Nonostante il personaggio di Ranxerox favorì la sua piena affermazione artistica, il fumetto ha caratterizzato solo un momento della sua carriera, un tentativo di mettersi in gioco, una forma d’espressione da cui Tanino è stato attratto solo per un breve periodo. Con la tipica ironia che lo contraddistingue, affermò deciso: “Uno può anche provare a esprimersi con una lingua che non è sua. È quello che ho fatto, con il fumetto. Poi una volta imparato sono tornato alla mia lingua naturale, cioè l’abruzzese“.

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