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La reliquia della Sacra Spina e la processione del Venerdì Santo

Reliquia della Sacra Spina

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Alla scoperta del “tempo forte” che prepara alla Pasqua parliamo della suggestiva processione in onore della Sacra Spina, che ha luogo il venerdì precedente la Domenica delle Palme. Ma che cos’è la Sacra Spina? È la reliquia della Sacra Spina che cinse il capo di Gesù Nazareno, che si venera nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto.

Storia

La Sacra Spina ha una storia antichissima legata alla nobile casata dei Principi d’Avalos, feudatari della città di Vasto, perché la reliquia venne donata da Papa Pio IV al famoso Don Ferdinando D’Avalos, Governatore di Milano e delegato al Concilio di Trento quale Ambasciatore del Re di Spagna Filippo II, e dopo fu, dall’erede Don Alfonso D’Avalos, trasportata a Vasto e degnamente collocata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Nell’anno 1647 il Marchese D. Diego D’Avalos, affinchè la rara e preziosa reliquia si conservasse con maggiore onorificenza e decoro, fece erigere una maestosa cappella. Successivamente i coniugi Don Cesare e Donna Ippolita D’Avalos, successori di Diego, arricchirono la cappella di ricche suppellettili sacre destinando una rendita sufficiente a farvi celebrare sacrifici in ogni settimana. Nel 1718 il Capitolo della Collegiata di Santa Maria Maggiore ottenne dalla Sacra Congregazione dei Riti, l’Ufficio proprio con Messa da celebrarsi nel giorno della Festa il venerdì di Passione di Nostro Signore.

Alla miracolosità della Sacra Spina di Vasto è legato un episodio avvenuto il 14 giugno 1645, vigilia del Corpus Domini, quando si sviluppò un incendio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il fuoco aveva distrutto l’altare maggiore, il Coro, la Pisside, un Palio di grande valore, l’organo, il pulpito, i banchi e le travi del tetto. Le fiamme stavano estendendosi verso la nicchia che custodiva la Sacra Spina, quando uno schiavo turco, coraggiosamente si getta nel rogo, riesce a prendere l’ostensorio con la reliquia e torna miracolosamente salvo senza ferite. Questo episodio è rappresentato nel dipinto, datato 1857, presente sulla volta della navata centrale di S. Maria Maggiore, opera del pittore vastese Andrea Marchesani.

Il miracolo

La Sacra Spina è conservata entro una piccola piramide dai lati di cristallo poggia sopra una specie di anfora, della scuola del Cellini, e viene esposta in un tabernacolo di grande valore artistico. Ogni anno nell’intervallo tra l’ora sesta e la nona del venerdì santo, la Sacra Spina presenta alla punta una efflorescenza, come una specie di lanuggine bianca, e mette in evidenza qualche macchiolina di sangue ed un capello del Redentore e il popolo accorre a vedere il miracolo, che dura qualche ora.

La processione

La processione in onore della Sacra Spina è molto suggestiva e si svolge il venerdì precedente la Domenica delle Palme. In passato la processione si svolgeva intorno a mezzogiorno. In segno di devozione molti uomini sfilavano per le strade completamente scalzi, mentre le donne indossavano semplici calze. La processione era caratterizzata da un numero impressionante di grossi ceri colorati, chiamate anche “torce”, che venivano portati in particolare dalle donne in segno di devozione ad un voto fatto. Ai quattro punti principali della città, in corrispondenza dei quattro punti cardinali, ovvero Porta Palazzo, Porta Nuova, Corso Italia e Porta Catena, venivano eretti gli altari per la rituale benedizione della terra, del mare e del cielo. Nella funzione serale, la preziosa Reliquia era presentata ai fedeli per il rituale bacio.

 

Immagine in evidenza: thanks to Costanzo D’Angelo

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