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Apre il MAXXI L’Aquila, museo di arte contemporanea a Palazzo Ardinghelli

Nel settecentesco Palazzo Ardinghelli finalmente apre le porte all’Aquila il nuovissimo Maxxi, sede distaccata del museo nazionale di arte contemporanea di Roma.

Collezione

Nella piccola cappella al piano nobile, mirabilmente restaurata, la Colonna nel vuoto di Ettore Spalletti quasi commuove, con il suo invito laico a guardare al cielo, opera testamento che è un capolavoro di poesia.

Qualche sala prima, gli straordinari arazzi di William Kentridge sono un’esplosione di vita e di colori, grandi carte geografiche che rimandano alla diaspora e al nomadismo sotto lo scheletro della grande volta in legno che i restauratori, volutamente, hanno lasciato scoperta a ricordo del terremoto che nel 2009 ha ridotto in macerie arte, palazzi e vite.

Il museo ambisce ad essere laboratorio, propulsore di cultura e di arte, contatti internazionali e con il territorio dove saranno presenti i gioielli della collezione nazionale e tutte le anime del Maxxi inaugurate a Roma 11 anni fa.

L’ allestimento della mostra è curata da Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guccione e non a caso intitolata Punto di equilibrio, perché è tutta un gioco di rimandi e citazioni, di visioni “al limite dell’utopia”. In quelli che un tempo furono i saloni dei banchieri Ardinghelli, tanto ricchi e tanto colti da rivolgersi all’architetto romano Francesco Fontana per il restauro del palazzo simbolo del loro potere, le installazioni donate da otto grandi artisti contemporanei dialogano con le opere di tanti altri maestri, da Gabriele Basilico a Toyo Ito, Piero Manzoni, Maria Lai, tutte perle già nella collezione del Maxxi.

Succede così che in una grande sala dove si rimane senza fiato di fronte agli stucchi iperbolici di un maestoso camino, il gioco di piume di struzzo di Luca Trevisani dialoga leggero con quella sorta di surreale macchina del tempo che è la tela bicolore di Alberto Garutti, che sembra ferma e invece si muove, impercettibile e inesorabile come la vita che scorre.

In un’altra sala le città di sale di Elisabetta Benassi, ispirate a Boccioni, richiamano al tema della conservazione e della tutela in un gioco di rimandi con Pistoletto, Boetti, Cattelan. Ovunque tra pietre e stucchi, dallo scalone monumentale con gli intonaci originali e i dipinti sulle volte alle tante stanze di una dimora straordinaria, le suggestioni del contemporaneo si amalgamano e si rincorrono in un connubio continuo e felice di passato e presente.

E se emoziona il lavoro di Spalletti, morto nel 2019 proprio mentre stava ultimando questo progetto, non sono da meno le visioni di Nunzio, Paolo Pellegrin, Stefano Cerio, Daniela De Lorenzo, fino alla giovane russa Anastasia Potemkina.

Storia

Il Palazzo Ardinghelli è stato riportato al suo antico splendore grazie ai 7 milioni di euro donati dalla Federazione russa.

L’idea di istituire una sede decentrata del Maxxi in Abruzzo nacque in seguito a una visita, nel 2014, dell’allora ministro Dario Franceschini. Il progetto fu confermato l’anno seguente e istituzionalizzato nel 2017.

Dal 2017 al 2019, contemporaneamente alla terminazione degli interventi di consolidamento, il palazzo è stato quindi sottoposto a ulteriori lavori di adeguamento dell’edificio a sede espositiva e museale.

Il museo è stato infine inaugurato il 28 maggio 2021, mentre l’apertura definitiva al pubblico è stata il 3 giugno.

 

Immagine di copertina: thanks to maxxi.art

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