Quando la devozione richiede coraggio. E’ il caso della “corsa degli Zingari”, tradizione del Comune di Pacentro, in provincia dell’Aquila in Abruzzo, che oltre ad essere uno dei borghi più belli d’Italia e aver dato i natali ai nonni di Madonna, è noto anche per questa gara podistica a piedi nudi in onore della Madonna di Loreto che quest’anno ricorre il 5 settembre.
La corsa degli Zingari
La tradizione per antonomasia di Pacentro, unica nel suo genere, mescola peculiarità che richiamano il sacro ed il profano. Ogni prima domenica di Settembre, per concludere la frenetica Estate Pacentrana, si rinnova la secolare tradizione della “Corsa degli Zingari”. Gli zingari, termine dialettale pacentrano indicante delle “persone con pochi stracci addosso”, rigorosamente a piedi nudi, si gettano a capofitto dalla “Pietra Spaccata” sui ripidi sentieri del Colle Ardinghi e, dopo aver attraversato il fiume Vella, affrontano la faticosa salita per giungere in pieno centro storico nella Chiesa della Madonna di Loreto, traguardo della Corsa, riportando non poche ferite ai piedi. Le origini incerte di questa tradizione giustificano le ricerche di molti storici i quali attribuiscono alla Corsa degli Zingari accezioni spesso contrastanti.
Evento di fede e tradizione, la cui storia è lunga oltre duecento anni, la Corsa degli Zingari è uno degli appuntamenti irrinunciabili di Pacentro, una sorta di “maradona podistica” che viene corsa dagli uomini del paese in onore della Madonna di Loreto, la cui celebrazione ricade nella prima domenica di settembre.
La corsa, che non di rado lascia ferite e grande stanchezza ai corridori, si conclude con le medicazioni nei pressi dell’altare, e la proclamazione del vincitore, che riceve il simbolico Palio, una stoffa che veniva utilizzata tempo fa per cucire il “vestito buono”.
Tra le ipotesi più accreditate si evidenziano aspetti religiosi, legati alla traslazione della Santa Casa, militari, per il reclutamento di elementi validi per le truppe di Giacomo Caldora (feudatario medievale di Pacentro) e socio-economiche come forma di riscatto sociale ed economico. Da alcuni decenni, le antiche motivazioni dei partecipanti sono del tutto scomparse. Oggi, per gli “Zingari”, rigorosamente pacentrani, partecipare e, soprattutto, vincere la Corsa degli Zingari promuove ed alimenta quel senso di appartenenza, radicato in ogni concorrente, per il proprio paese.
Così scrive lo storico Franco Cercone: “Oggi, i giovani Pacentrani non corrono più per avere ma per essere”.
La corsa degli Zingarelli
Come da tradizione, sempre ogni prima Domenica di Settembre, qualche ora prima della Corsa degli Zingari, per i più piccoli è riservata la Corsa degli Zingarelli. Bambini dai 7 ai 12 anni, a partire dal suono unico della campanella della Chiesa della Madonna di Loreto, percorrono tutte le vie principali del paese rigorosamente a piedi scalzi. Evento unico nel suo genere, contraddistinto dalla dolcezza dei più piccolini, devoti anche loro alla tradizione paesana, che sfidano e mettono a dura prova loro stessi per puro senso di appartenenza, sognando ad occhi aperti e immaginandosi a quando sarà il loro momento tra i grandi, nella tanto ambita Corsa degli Zingari.
Conoscevi questa particolare tradizione? Faccelo sapere nei commenti.
Immagine in evidenza di Federico Garofalo

Giornalista e copywriter. Studentessa universitaria di Lettere moderne. Attualmente frequento un Executive Master in Digital Marketing & Social Media Communication. Ho collaborato con il quotidiano “Il Centro” e varie testate locali online occupandomi di cronaca e interviste. Lavoro come addetto stampa presso Enti e aziende. Testarda e ironica. Mi piace tutto ciò che è arte.