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Gabriele d’Annunzio: 4 curiosità che non conosci

Gabriele D’Annunzio, conosciuto con il celebre soprannome “Il Vate”, che significa “poeta sacro”, è stato senza dubbio uno dei personaggi più complessi, carismatici e anche discussi dell’epoca e di sempre.

Nato a Pescara, in corso Manthonè, il 12 marzo 1863 da una famiglia borghese benestante, D’Annunzio non fu solo scrittore e poeta ma anche esteta, politico, giornalista, un fenomeno culturale e sociale. Simbolo del decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale, dal 1924 fu insignito dal Re Vittorio Emanuele III del titolo di Principe di Montenevoso.

Tutti lo conosciamo. Ma chi è davvero Gabriele D’Annunzio? Ecco quattro curiosità che forse non sapevi:

4 curiosità su D’Annunzio

1-L’espediente per incrementare le vendite

Nel suo primo componimento, Primo Vere, per incrementare le vendite si inventò un particolare espediente. Diede la notizia della sua morte a seguito di una caduta da cavallo. Solo in un secondo momento smentì la notizia. Un vero e proprio stratega!

2-Il lancio dei volantini

D’Annunzio, nonostante fu ferito gravemente all’occhio destro, nel 1918 compì uno dei suoi più iconici gesti. Lo scrittore attraversò Vienna con un aereo e lanciò più di 400.000 volantini per invitare i viennesi a placare le controversie e indurli alla resa. Il testo recitava così:

VIENNESI!

Imparate a conoscere gli italiani.
Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà.
Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.
Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d’odio e d’illusioni.

VIENNESI!

Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perché vi siete messi l’uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s’è volto contro di voi.
Volete continuare la guerra? Continuatela, è il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva è come il pane dell’Ucraina: si muore aspettandola.

POPOLO DI VIENNA, pensa ai tuoi casi. Svegliati!

VIVA LA LIBERTÀ!

VIVA L’ITALIA!

VIVA L’INTESA!

3-L’invenzione delle parole

Fu anche coniatore di lemmi. Un aspetto da ricordare perchè le usiamo ancora oggi nel linguaggio comune. A lui si attribuisce l’invenzione delle parole: scudetto, tramezzino, velivolo, automobile (al femminile), Vigili del Fuoco, fusoliera e probabilmente anche il termine Milite ignoto. A lui si devono anche il nome laRinascente, il primo negozio in Italia dove si vendono abiti preconfezionati, e SAIWA l’azienda produttrice di prodotti da forno a livello industriale; D’Annunzio era un assiduo consumatore di questi biscottini e suggerì di chiamare l’azienda Società Accomandita Industria Wafer e Affini, ovvero: SAIWA.

4-D’Annunzio testimonial pubblicitario

Essendo un personaggio famoso e data la sua popolarità, fu anche tra i primi “testimonial” pubblicitari e creatore di slogan o marchi, per lo più di prodotti gastronomici,soprattutto abruzzesi. Fu scelto da aziende come l’amaretto di Saronno e l’amaro Montenegro per promuovere i loro prodotti. Addirittura, il drammaturgo creò una linea di profumi, l’Acqua Nunzia. Nel 1920 l’industriale abruzzese Luigi D’Amico fece assaggiare per primo il “suo” parozzo, dolce tradizionale della regione da lui prodotto a livello industriale, al poeta pescarese che, estasiato, scrisse un madrigale in dialetto, “La Canzone del parrozzo”, il cui testo è tuttora presente nelle confezioni in vendita del dolce. Ai primi del Novecento il poeta suggerì il nome del liquore “Aurum”, a base di brandy e infuso di arance, tipico di Pescara, al fondatore della fabbrica Amedeo Pomilio.

La sua arte fu così determinante per la cultura di massa, che influenzò usi e costumi nell’Italia, e non solo, del suo tempo: un periodo che più tardi sarebbe stato definito, appunto, dannunzianesimo.

Conoscevi già questi aneddoti su D’Annunzio? Ne conosci altri? Faccelo sapere nei commenti.

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