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Rifugi e bivacchi d’Abruzzo

Conoscete modo migliore per passare la notte in montagna?

Bivacco Andrea Bafile, Gran Sasso

Sei un escursionista professionista o amatoriale? Ami fare trekking in montagna? Se la risposta è sì, ti sarà certamente capitato di incontrare lungo il tragitto casolari isolati costruiti in pietra o in legno e spesso incustoditi. A volte vengono impropriamente chiamati rifugi o bivacchi senza alcuna distinzione ma è doveroso, invece, sottolineare la differenza che c’è tra un bivacco e un rifugio.

Il rifugio è una struttura gestita e situata in zone montane, più o meno vicina ai centri abitati e spesso raggiungibile solo a piedi, ed è adibita a ospitare alpinisti ed escursionisti. La persona che gestisce un rifugio prende il nome di “rifugista”, e può essere il proprietario della struttura, l’affittuario o a volte anche un semplice volontario.

Rifugio Duca degli Abruzzo, Gran Sasso – foto di Stefano Sponta

I bivacchi, invece, sono strutture non custodite e, a differenza dei rifugi, sono sempre aperti per chiunque avesse bisogno di riparo o decidesse di passarci la notte. Sono strutture molto semplici, a volte in muratura ma più spesso in legno o lamiera. Dispongono di brandine o tavole di legno su cui dormire. Non ci sono quindi cucina, servizi igienici o stanze da letto. Sono sprovvisti di luce e quindi bisogna avere con sé candele o torce. La maggior parte dei bivacchi non sono forniti nemmeno di acqua. All’interno si può pernottare avendo l’accortezza di attrezzarsi con sacco a pelo e materassino per riscaldarsi e per isolarsi dal freddo e dall’umidità. Essendo un riparo di emergenza, quando si usufruisce del rifugio bisogna lasciarlo a disposizione anche di altri escursionisti nel caso in cui ne abbiano bisogno. La notte nel bivacco è decisamente più spartana rispetto ad un rifugio e richiede una preparazione differente.

Bivacco Pelino – Monte Amaro

Come trovare i bivacchi e i rifugi in Abruzzo?

Consultando il sito del CAI (Club Alpino Italiano) si possono raccogliere informazioni relative al numero di strutture presenti sul territorio nazionale e, dunque, anche per singola regione. Un altro interessante dato che ci viene fornito è ovviamente il numero di posti presenti nella struttura e di cui poter usufruire.

Rifugi e bivacchi del Club Alpino Italiano in Abruzzo

Si può dormire in montagna durante il periodo pandemico?

Dal 2020 non c’è ambito delle nostre vite che non sia stato sconvolto. Anche la montagna non fa eccezione. Dallo scorso anno, infatti, a causa del Covid-19, tutti i bivacchi sono interdetti all’uso. Rimarranno comunque aperti, ma potranno continuare ad essere utilizzati solo ed esclusivamente in caso di necessità. Chi entra in un bivacco per passarci la notte, infatti, non lo fa solo a suo rischio e pericolo, ma mette a rischio anche chi dopo di lui dovrà entrarci per esigenze reali.

Il rifugio alpino più antico d’Italia si trova in Abruzzo

Il rifugio Giuseppe Garibaldi, posto a 2231 metri s.l.m. in località Campo Pericoli, sotto il versante occidentale del Corno Grande, è stato realizzato nel 1886 ed è il rifugio alpino più antico d’Italia. Il rifugio è gestito dalla Sezione CAI dell’Aquila e dispone anche di un locale d’emergenza sempre aperto. Può essere utilizzato come perfetto punto di partenza per numerose attività di escursionismo, sci e alpinismo, tra le quali la possibilità di raggiungere la vetta del Corno Grande a 2912 metri d’altezza, il Monte Aquila, il Monte Corvo, il Monte Portella, Pizzo Cefalone e Pizzo Intermesoli.

Rifugio Giuseppe Garibaldi, CAI L’aquila

Il rifugio più alto degli Appennini si trova in Abruzzo

Il rifugio Carlo Franchetti è il rifugio di montagna più alto tra quelli situati sul Gran Sasso d’Italia, posto a 2.433 metri s.l.m, sul versante teramano del massiccio, nel territorio del comune di Pietracamela, sopra la località di Prati di Tivo. La struttura, di proprietà della sezione CAI di Roma, fu costruita nel 1959 e, a più di mezzo secolo di distanza, risulta ancora oltremodo accogliente, divenendo ogni anno meta di numerosi visitatori. Dalla struttura è possibile raggiungere in soli 40 minuti il ghiacciaio del Calderone, ultimo residuo di antiche ere glaciali, mentre nell’area tutt’intorno sono presenti numerose vie di arrampicata.

Rifugio Franchetti, CAI Roma

Una menzione particolare va al bivacco Andrea Bafile, arroccato sulla parete est della vetta centrale del Corno Grande a 2699 metri d’altezza nel comune di Isola del Gran Sasso (TE). Appartenente alla sezione CAI dell’Aquila che la costruì nel 1966, la struttura è sempre aperta e dispone di 9 posti letto. Intitolato al militare Andrea Bafile, il bivacco è raggiungibile tramite una breve via ferrata da Campo Imperatore attraverso la Via normale al Gran Sasso deviando per la direttissima al Corno Grande ed ancora a destra attraversando la Comba. La vista spazia a sud su Monte Aquila e Monte Brancastello, la sottostante Valle dell’Inferno con il sentiero geologico che sale da Isola del Gran Sasso e sullo sfondo parte del teramano. Raggiungerlo è un’esperienza davvero incredibile: provare per credere!

Immagine in evidenza: bivacco Andrea Bafile

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