Cosa esiste di più semplice e genuino di una gustosa fetta di pane e olio? La ricetta è la più semplice di tutte: una fetta di pane (spesso bruschettata) con del buon olio extravergine di oliva versato sopra. Questi due ingredienti, combinati assieme, regalano da generazioni la merenda preferita e non solo dei più piccoli. La produzione di olio extravergine di oliva abruzzese vanta, ovviamente, alcuni oli di eccellenza a denominazione di origine protetta (DOP):
- L’olio extravergine di oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP è ottenuto dai frutti dell’olivo delle varietà Leccino, Frantoio e Dritta con contributo di varietà locali minori. Ha un odore e un sapore fruttato cono note amare e piccanti.
- L’olio extravergine di oliva Aprutino Pescarese DOP è ottenuto dai frutti dell’olivo delle varietà Dritta, Leccino e Toccolana. Ha un odore e un sapore fruttato, prodotto in diversi comuni della provincia di Pescara.
- L’olio extravergine di oliva Colline Teatine DOP è ottenuto dai frutti dell’olivo delle varietà Gentile di Chieti, Leccino, Moraiolo e Nebbio, denominato anche Frentano o Vastese in relazione all’area di produzione e la percentuale della varietà delle olive.

In Abruzzo la produzione dell’olio è attestata sin dall’età romana: “Vegetava rigoglioso lungo le sponde del lago Fucino”, così Virgilio descriveva i ricchi uliveti abruzzesi nelle sue Georgiche. Una tradizione antica, dunque, che continua ancora oggi a dare i suoi frutti: molte aziende della zona hanno confermato prestazioni d’eccellenza già ottenute da diversi anni e altre più giovani hanno intrapreso un percorso di crescita notevole e in continua evoluzione.
La conformazione geografica della nostra regione consente di coltivare l’ulivo sia a ridosso della zona costiera che nelle aree ai piedi dei massicci montuosi della regione. Inoltre, proprio in questi giorni, tantissime famiglie abruzzesi sono alle prese con la tradizione della raccolta delle olive.

La raccolta, la macinazione delle olive e la produzione dell’olio presso i tanti frantoi della zona rappresentano le fasi di un vero e proprio rituale che si rinnova ogni anno. Gli anziani posizionano accuratamente delle reti di raccolta (rachene) sotto gli alberi e i più giovani, con degli appositi rastrelli o con macchinari preposti, si impegnano per far cadere le olive, le stesse che a sera vengono portate in frantoio. Nei giorni immediatamente successivi ci si riunisce nuovamente per degustare il prodotto finito e per molti abruzzesi è proprio quella la miglior fetta di pane e olio mangiata durante l’anno.

Classe 1995, nasce a Vasto (CH). Conseguita la laurea in Lettere moderne, si specializza dapprima in Filologia, linguistica e tradizioni letterarie e successivamente in Giornalismo e cultura editoriale. Ha tentato fin da subito di fare della scrittura un lavoro, collaborando con agenzie web e testate locali. Oggi attraverso Visitare Abruzzo racconta la sua regione, per cogliere gli aspetti tipici di una terra autentica e verace.